Pietro Palomba

Nacque il 18 dicembre 1806 nella casa del padre Raffaele al Largo della Scarpetta che accolse come ospiti il 1° Giugno 1826 il re Francesco I, la regina Isabella e la Corte in occasione della Festa dei Quattro Altari (si ricorda che vi era una lapide sulla facciata del palazzo, ora demolito). Alunno di Don Vincenzo Romano, studiò al Seminario napoletano e fu sacerdote. Fervido liberale, partecipò attivamente al moto politico napoletano del Maggio 1848 e finì due volte in prigione. Postulatore nel Processo Apostolico per la Beatificazione di Don Vincenzo nel 1853. Accusato ancora di avere rapporti con “facinorosi liberali”, subì nel 1857 una perquisizione in casa da parte della polizia borbonica. La mattina del 7 settembre 1860 accorse tra la folla salutare, giù alla Marina, Garibaldi, condottiero dei Mille, che passava col treno da Salerno per la conquista di Napoli; ricevette da lui anche il pubblico attestato di stima. Nella legislatura che si inaugurò il 18 febbraio 1861 a Torino, capitale d’Italia, fu deputato per rappresentare nel primo Parlamento Nazionale il IX Collegio di Napoli (comprendente la Sez. e San Lorenzo di Napoli, Resina e Torre); per aver poi partecipato in “modo scandaloso” il 2 Giugno seguente alla festa civile in Santa Croce contro il prescritto dell’Autorità Ecclesiastica (si sa che la Chiesa con PIo IX fu ostile all’Unità Italiana e promosse una campagna denigratoria contro il nuovo Stato Italiano, diffidando i cattolici dal partecipare alla vita politica) fu sospeso “a divinis” dal cardinale di Napoli Sisto Riario Sforza. Dopo un suo ricorso, il Supremo Consiglio Amministrativo di Napoli annullò il provvedimento in conformità ad incarico ricevuto dal Ministro Guardasigilli. Nel 1868 fu perdonato dallo stesso cardinale tramite l’azione conciliatrice del parroco Noto. Morì il 17 giugno 1871 nella sua casa alla Marina.

Ciro Di Cristo

Guida Storico-Artistica

di Torre del Greco

Ed. aggiornata al 2008