Clotilde Marghieri

Nata a Napoli nel 1897 ed educata a Firenze, si rivelò come scrittrice soltanto nel 1960, dopo lunghe collaborazione a riviste e giornali di prestigio come “Il mondo”, “La Nazione”, “Il Corriere della Sera”, “Il mattino”, “Il Gazzettino”. Negli anni trenta lasciò la città, i “riti della vita sociale” e la “commedia del privilegio” e si trasferì nella casa di Santa Maria la Bruna, dove aveva trascorso le estati dell’infanzia. Visse in campagna, tra Vesuvio e mare e “fu legata a Torre con radici d’affetto più profonde degli eucalipti e dei pini del suo giardino” . Questa scelta si rivelò una straordinaria esperienza, procurando tempo, solitudine serenità necessaria la scrittrice dallo spirito sottile ed a sentire profondo. La sua casa divenne luogo di ritrovo per artisti intellettuali, tra cui Guttuso, Prisco, Angioletti… si impose all’attenzione del pubblico della critica con Vita in Villa (1960). Seguirono tre romanzi: Le educande di poggio Gherardo (1963, premio Sebeto); Il segno sul braccio (1970, premio Villa San Giovanni) e Amati enigmi (1974 premio Viareggio). Pochi mesi prima della morte uscì Lo specchio doppio (1981) carteggio intrattenuto con Bernard Berenson durante trent’anni di amicizia. “Per decantare le mie ire, per salvare i miei furori, per salvare anche questa volta bella favola che era stata la mia vita in campagna nei primi tempi, per fermare sulla carta persone e personaggi che intorno a me sembrava chiedessero a gran voce di essere ritratti, presi a scrivere la mia vita in villa”. Scrisse Angioletti:   “Vita in villa è stata un poco la mia guida nelle terre del Vesuvio. Ma sono certo che essa possa valere anche per chi non abbiamo mai messo piede a Santa Maria la Bruna”.

Ricerche storiche

a cura dell’Istituto Comprensivo

“G.B. Angioletti” di Torre del Greco