Beato Vincenzo Romano

Nacque il 3 giugno 1751 da Nicolaluca, perito agronomo e da Grazia Maria Rivieccio “assai buoni cristiani”. Dopo aver studiato al Seminario di Napoli, divenne sacerdote e celebrò la prima Messa in S. Croce l’ 11 giugno 1775, domenica della SS. Trinità. Fu instancabile nel suo apostolato, predicando in chiesa e nelle strade, insegnando, assistendo poveri e ammalati, vivendo fra il popolo, amato e invocato da vicino e da lontano. Padre spirituale della Congregazione dell’Assunta dal 1778, spiegò tutto il suo zelo ardente per conformare 300 confratelli ad una condotta pia, onesta e civile. Distrutta gran parte della città con la parrocchiale di S. Croce dall’eruzione del 15 giugno 1794, chiamò a sè i cittadini, ripetendo: ” è rimasto il campanile, risorgerà la chiesa e intorno ad essa la città!”; guidò su per le rovine, il 15 giugno 1796, una processione e pose la prima pietra della nuova chiesa che vuole grande per una città grande; poi, deposti i sacri paramenti, lavorò, incitò tutta alla ricostruzione. Risorsero case e vie, tornarono a poco a poco i cittadini dispersi, riprese il lavoro degli artigiani, dei pescatori, dei marinai. Parroco di S.Croce nel 1799 iniziò un lavoro sempre più vasto ed impegnativo essendo l’unico della città: celebrava messe, insegnava catechismo, amministrava sacramenti, predicava, dava consigli e ammonimenti, confortava, visitava chiese, poveri e ammalati, raccomandava bisognosi presso famiglie abbienti; impose ai padroni di barche contratti più giusti per i marinai. E non si curò solo dei cittadini vicini, ma anche di quelli lontani, creando cappellani di bordo che assistessero moralmente spiritualmente i marinai durante la navigazione. Inaugurò la nuova chiesa di S.Croce il 3 maggio 1827 – festa dell’Invenzione della Croce – tra il popolo festante. Colpito da acciacchi diversi, ridotto ad usare le grucce per la frattura del femore sinistro, stentò i suoi giorni e morì il 20 dicembre 1831, a 80 anni di età. Stando la fama della sua Santità, si fece stanza perché si istruisse il processo per la beatificazione. Nel 1841 il re Ferdinando II, il cardinale di Napoli Filippo Giudice Caracciolo e oltre 40 vescovi e arcivescovi del Regno, nonchè sacerdoti, capitolari , religiosi, dignitari di corte e ministri di Stato, inviarono suppliche al Papa Gregorio XVI per tale scopo. Il 3 giugno 1843 lo stesso Papa firmò il relativo Decreto e nel 1853 il cardinale di Napoli Sisto Riario Sforza aprì il Processo Apostolico sulle virtù del Servo di Dio. Il 21 settembre 1865 il Papa Pio IX dichiarava Venerabile il Romano, mentre Leone XIII il 25 marzo 1895 lo proclamava Eroico in tutte le Virtù e lo disponeva alla Beatificazione. Postulatore il nostro concittadino Mons. Salvatore Garofalo, il 28 aprile 1963 si teneva nel Palazzo Apostolico del Vaticano la Congregazione preparatoria; il 24 settembre seguente la Congregazione Generale alla presenza del Papa Paolo VI; il 5 ottobre lo stesso Papa firmava il Decreto di Beatificazione e Canonizzazione. Infine, nella mattinata della domenica 17 novembre seguente, nella Basilica Vaticana di S. Pietro, la solenne cerimonia cui assistettero migliaia di turisti Torresi, la giunta e i consiglieri comunali col sindaco avv. Antonio Magliulo, il cardinale Alfonso Castaldo, il vescovo Mons. Salvatore Sorrentino, il parroco Stefano Perna, larghe rappresentanze del clero dell’Arcidiocesi di Napoli: veniva letto il Documento con cui il Papa consentiva che ” il Ven. Vincenzo Romano fosse per la posterità chiamato con l’appellativo di Beato e ricevesse gli onori del culto”. I suoi resti mortali, come già detto, sono custoditi in un’urna con statua giacente, nel transetto sinistro di Santa Croce. A lui sono stati dedicati la strada cittadina che va da Piazza Santa Croce all’inizio del Corso Umberto e il monumento, opera dello scultore cittadino Vincenzo Giggiano Borriello, nella stessa piazza.

Ciro di Cristo

Guida storico – artistica

 di Torre del Greco

ediz. aggiornata al 2008