Mons. Felice Romano

Felice Romano nacque il 7 luglio 1793 da Giuseppe, fratello maggiore di Don Vincenzo, e da Stefania Maria Ascione. Educato dallo zio sacerdote, intraprese anche lui la carriera ecclesiastica e, dopo gli studi al Seminario napoletano, fu consacrato sacerdote il 20 settembre 1817 nella Basilica di S. Restituta del Duomo di Napoli. Aiutò lo zio in ogni sua opera, soprattutto in quella della costruzione della nuova S. Croce. Nel 1825, in occasione del Giubileo dell’Anno Santo, fu dallo zio parroco inviato a Roma al Papa Leone XII con un gruppo di pellegrini Torresi per chiedere le reliquie di un martire delle Catacombe che proteggessero la Città da eruzioni vesuviane future; il Papa lo ricevetti in udienza e gli consegnò le ossa di un’ignota martire, che volle si chiamasse Colomba, da poco estratte dalla Catacomba di S. Ciriaca al Verano; i resti furono portati in S. Croce e si trovano conservati nella statua della Santa composta giacente in un’urna di vetro.  Don Felice stette sempre vicino allo zio che andava invecchiando e abitò con lui nella casa di Via Piscopia. Dopo la morte di questi avvenuta nel dicembre 1831, fu nominato parroco di S. Croce, amato rispettosamente dal popolo. Testimoniò per la causa di Beatificazione dello zio a Processo Diocesano in Napoli del 1834; insieme alla Collegiata, fece la richiesta al Papa Gregorio XIV per l’apertura del Processo Apostolico di Beatificazione dello zio. Il 14 settembre 1849 ricevette nella sua chiesa, insieme al clero e al popolo festante, il Papa Pio IX che si trovava esule e ospite del re Ferdinando II nella vicina Reggia di Portici, dopo turbinosi avvenimenti accaduti a Roma. Fra marzo e giugno 1854 testimoniò al Processo Apostolico per lo zio in Roma e il 23 giugno fu dallo stesso Papa nominato vescovo di Ischia e anche nella sua nuova sede egli volse il suo compito con zelo, incrementando il seminario, costruendo e riparando chiese, riformando i costumi, istruendo il clero, sempre presente e pronto a tutto, vivendo modestamente e dando ai poveri. Partecipò al primo Concilio Vaticano dal 1869 al 1870 essendo presente a tutte le sedute, tanto da essere una volta segnalato pubblicamente da Pio IX con la frase : ” Ecco l’assiduissimo vescovo d’ Ischia!”. Per motivi di salute rinunziò alla carica vescovile nel 1871 e si ritirò a Torre,nella casa di Via Piscopia, ove morì all’età di 79 anni. Fu sepolto nella cappella maggiore del Cimitero. I suoi resti sono stati traslati nel 1965 nella Basilica di S. Croce. A lui è intitolata la strada che va da Via Cesare Battisti alla stazione F.S.

Ciro Di Cristo

Guida storico – Artistica

di Torre del Greco

Ediz. aggiornata al 2008.